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Può un dipinto aiutare una relazione?

Ci sono dipinti che raccontano una storia e dipinti che ci invitano a guardare dentro la nostra.

Polaris, una delle opere centrali della collezione Romeo e Giulietta: La Metamorfosi di Alex Righetto, appartiene alla seconda categoria.

Cos’è Romeo e Giulietta: La Metamorfosi?

“Romeo and Juliet: The Metamorphosis” è un progetto artistico multimediale che reinterpreta la storia di Romeo e Giulietta attraverso una narrazione contemporanea, riunendo pittura, cinema, storytelling e media digitali.

Il progetto esplora il rapporto tra tecnologia, comunicazione e connessione umana, interrogandosi su come la società contemporanea influenzi il modo in cui ci relazioniamo gli uni agli altri. Al centro della storia vi è il percorso di trasformazione dell’individuo: un passaggio dall’egoismo e dall’isolamento verso una maggiore consapevolezza, empatia e una più profonda comprensione dell’altro.

Attraverso questo percorso, la tragedia di Shakespeare diventa il punto di partenza per una riflessione sul presente e sulla possibilità di trasformare una crisi personale in un’occasione di rinascita.

Polaris: Al centro della collezione

A prima vista, il dipinto appare profondamente romantico, forse persino idealizzato. Presenta un’immagine dell’amore che può sembrare quasi troppo perfetta, e forse anche un po’ stereotipata.

Quando le persone iniziano una relazione, spesso si costruiscono nella mente un’immagine di ciò che quella relazione potrebbe diventare. Immaginano come vorrebbero guardarsi, come vorrebbero prendersi cura l’uno dell’altra e chi vorrebbero diventare insieme.

La parte difficile arriva dopo.

Con il passare del tempo, la quotidianità prende il sopravvento. Le responsabilità aumentano. Arrivano le difficoltà. La comunicazione può diventare più complicata. E, a volte, anche il modo in cui due persone si guardano comincia a cambiare.

A questo punto la domanda è: quanto è difficile mantenere quella visione originale?

Quanto è difficile ricordare la relazione che volevi costruire, anche quando la realtà diventa più complicata?

Per Righetto, è proprio questo ciò che Polaris rappresenta.

Il dipinto è un invito a ricordare cosa può essere una relazione. Forse l’immagine è idealistica. Forse è persino impossibile da raggiungere pienamente.

Ma un ideale non deve per forza essere raggiunto per avere un senso.

Può semplicemente servire come punto di riferimento.

Qualcosa che può essere ricreato ogni giorno. Qualcosa che deve essere ricreato ogni giorno. Qualcosa che dobbiamo continuare a immaginare.

È proprio per questo che il dipinto si chiama Polaris, la Stella Polare.

Per secoli, i marinai hanno guardato alla Stella Polare per orientarsi quando erano circondati dall’oscurità e non avevano strumenti per guidarli.

La Stella Polare non indicava necessariamente loro la destinazione.

Indicava loro una direzione.

Allo stesso modo, Righetto vede Polaris come un punto di riferimento per una coppia: qualcosa verso cui guardare quando si perde la strada, qualcosa da ricordare quando le cose diventano difficili e un’immagine della relazione che si desidera continuare a costruire insieme.

Perhaps art cannot heal a relationship by itself.

Ma può far ricordare a due persone qualcosa che magari avevano dimenticato.

Può dare loro un’idea di ciò che un tempo immaginavano e magari spingerli a ricrearlo di nuovo.

Ogni giorno.

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Cristina, una collezionista che possiede una delle stampe.

Una stampa in edizione limitata di questo dipinto è ora disponibile.

L’opera originale non è disponibile, ma questa edizione limitata viene realizzata a grandezza naturale e presentata nella cornice originale, con un intervento pittorico unico, eseguito a mano e creato appositamente per ogni singolo esemplare.

Per informazioni e disponibilità, scrivere in privato.


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"La Metamorfosi di Romeo e Giulietta" è stata esposta al Castello di Windsor.

Finalmente è stata raggiunta una tappa fondamentale per la collezione “La Metamorfosi di Romeo e Giulietta”.

La mia collezione, ispirata al classico shakespeariano, è stata esposta davanti alla famiglia reale britannica. E no, non è una notizia sensazionalistica: è successo davvero. È stato un momento emozionante che ha dato ancora più valore alla collezione e alla mia carriera artistica.

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L'idea alla base della collezione

“La Metamorfosi di Romeo e Giulietta” è una rivisitazione contemporanea e innovativa reinterpretazione del classico shakespeariano. La collezione esplora i temi dell’amore, della trasformazione e della dualità, utilizzando un mix di tecniche tradizionali e moderne. Volevo creare un dialogo tra passato e presente, mostrando come le emozioni e i conflitti di una storia antica possano ancora risuonare nel nostro mondo contemporaneo. Le mie opere offrono una visione unica dei personaggi e delle scene iconiche, infondendo nuovi significati e prospettive in questa tragica storia d’amore.

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Punti salienti della collezione

Uno dei pezzi principali della collezione è “La scena del balcone: l’essenza dell’amore definita”. Quest’opera cattura il momento iconico in cui Romeo e Giulietta si dichiarano il loro amore eterno. Ho cercato di rappresentare la purezza e l’intensità delle loro emozioni attraverso una combinazione di colori vivaci e tecniche pittoriche innovative.

Reazioni del pubblico

Le reazioni del pubblico all’evento sono state incredibili. Molte persone si sono soffermate a lungo ad ammirare le opere, affascinate dai dettagli e dalla profondità emotiva. Ho notato che molti visitatori hanno scansionato il codice QR per ottenere maggiori informazioni, dimostrando un interesse genuino e profondo per il mio lavoro.

Ho avuto la possibilità di parlare con il Governatore del Castello di Windsor, che è rimasto molto soddisfatto del mio lavoro. La sua approvazione ha aggiunto un ulteriore livello di soddisfazione alla giornata.

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Preparazione pre-evento

La preparazione dell’evento è stata un vero e proprio viaggio. Le opere d’arte si trovavano negli Stati Uniti, quindi il loro trasporto nel Regno Unito e la loro ricomposizione hanno rappresentato una sfida significativa. Tuttavia, vedere tutto perfettamente allestito al Castello di Windsor ha fatto sì che tutti gli sforzi valessero la pena. Un dettaglio interessante è che, a causa degli elevati protocolli di sicurezza del castello, l’azienda che ha fornito i pannelli espositivi non era autorizzata a entrare nel parco del castello. Questo ha creato una sfida logistica per l’esposizione delle opere d’arte. Con una soluzione unica, l’esercito reale è intervenuto e ha costruito i pannelli per conto mio.

Ho scelto il Castello di Windsor perché volevo fare qualcosa di grande che creasse un impatto. Shakespeare era di Londra, quindi volevo creare un legame con il Regno Unito e la famiglia reale. Il Castello di Windsor, con la sua storia e la sua grandezza, era il luogo perfetto per questo evento.

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Incontro con il Principe Edoardo

Uno dei momenti più emozionanti è stato l’incontro con Sua Altezza Reale il Principe Edoardo. Sabato 8 luglio 2024 ci siamo seduti insieme al castello, sorseggiando un tè e discutendo di politica e arte. Edoardo era estremamente curioso di conoscere i dettagli, essendo un appassionato di cultura. Mi ha chiesto da dove venissi e se risiedessi nel Regno Unito. È stato un onore discutere con lui delle ispirazioni e delle idee alla base delle mie opere.

Per celebrare l’occasione, il campo di fronte al castello è stato trasformato in una scena da sogno con una parata militare. Questo evento ha onorato la presenza del Principe Edoardo, fratello di Re Carlo III, aggiungendo un tocco di maestosità a una giornata già indimenticabile. La parata comprendeva la Guardia Reale in uniforme tradizionale e vederla dal vivo è stato semplicemente mozzafiato.

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Dietro le quinte

L’organizzazione dell’evento ha visto il contributo di molte persone chiave, tra cui la Oppo Foundation, Stacy Francis, Jamie Baulch, Cheryl Hicks (moglie di Jamie) e Melissa Farry. Il loro sostegno e la loro dedizione sono stati fondamentali per il successo della mostra. La giornata è stata piena di tensione ed emozione, soprattutto a causa della pioggia intermittente, che ha reso l’organizzazione piuttosto impegnativa.


L'artista che parla all'evento

Introduzione al progetto La Metamorfosi di Romeo e Giulietta

Siamo alla fine degli anni ’60, quasi agli anni ’70.
La chiameranno “L’estate dell’amore”.

Quell’anno sarà particolare e unico. I giovani di allora non lo sanno, ma sarà ricordato come un momento eccezionale.

Lo spirito di ribellione, un senso di vittoria giovanile e la consapevolezza che le cose possono cambiare sono palpabili ed evidenti. Lo percepiscono tutti.

I capelli lunghi, i vestiti e l’aspetto trasandato diventano un simbolo di riconoscimento. Alcuni sorridono a tutto ciò, mentre i genitori si disperano.

Il sistema, la macchina, non sono invincibili.

La ribellione è possibile.

Questo diventa chiaro grazie ai mass media, che raccontano queste cronache.

Milioni di persone si riversano spontaneamente a San Francisco.

Sono passati vent’anni da On the Road di Jack Kerouac e i tempi sono maturi.

Sarà l’anno della Summer of Love.

Nell’estate del 1967, tra 75.000 e 100.000 giovani americani si riversarono a Haight-Ashbury per protestare contro la guerra del Vietnam e il materialismo, sperimentare con droghe e sessualità, praticare religioni alternative o, in generale, cercare e vivere l’ideale di illuminazione promosso dagli hippie.

Nessuno vuole più la guerra. Il consumismo e il perbenismo fanno storcere il naso.

La radio trasmette San Francisco (Be Sure to Wear Flowers in Your Hair).

L’eco delle voci che gridano, degli sguardi rivolti verso il cielo mentre ballano, in trepidante attesa del futuro…
Tutto questo svanisce lentamente in un ronzio lontano e nostalgico.

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Un'altra storia del 1500

Ora torniamo indietro di qualche centinaio di anni a Verona, dove vivevano Romeo e Giulietta.
Un’epoca diversa. La stessa lotta. Due giovani innamorati che si ribellano a conflitti e faide che non sono i loro.

Il vero amore, offuscato dai desideri e dalle aspettative degli adulti, viene perseguito nascostamente.

Anche loro, nella loro ribellione giovanile, escogitano un modo per vivere la propria vita in un senso diverso rispetto a quello dettato dalla società.

Anche loro, nel loro desiderio, finiscono per infrangersi contro una condanna ben più grande di ciò che li attendeva in vita.

La sfida contro le regole, ciò che il presente offre, il contrasto tra le generazioni e la ricerca di un futuro migliore sono temi sorprendentemente simili.

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Torniamo al presente

Ora facciamo un salto al presente. Guardati intorno in un vagone della metropolitana.
La gente viaggia da sola, con lo sguardo basso, evitando di incrociare quello degli altri.

Nessuno parla. Sono immersi nei loro dispositivi elettronici. Un viaggio fatto di immagini e video sui social media,

popolato da persone che competono in gare di popolarità per guadagnare il più possibile dalle sponsorizzazioni delle grandi multinazionali.

Social media che non permettono più la libera espressione, controllati da intelligenze artificiali che isolano o bannano chi non segue la “giusta” direzione.

Cosa ci è successo? Che ne è stato dello spirito di ribellione, ora trasformato in omologazione?
Perché siamo diventati la generazione più sola?

Nasce una collezione d'arte

La Metamorfosi di Romeo e Giulietta è una collezione d’arte che, con il pretesto di raccontare la storia d’amore più famosa del mondo, esplora la solitudine e la mancanza di legami autentici nell’era della tecnologia e dell’intelligenza artificiale.

Un percorso narrativo che, ispirandosi alla vicenda dei due amanti, propone un finale alternativo: un’ipotesi in cui i due devono necessariamente sopravvivere a se stessi per costruire una relazione duratura.

Un viaggio emotivo tra passato e futuro, che intreccia temi come le relazioni, l’egoismo, l’empatia e le nuove tecnologie.

Il progetto è iniziato nel 2021 ed è ancora in evoluzione. È stato esposto a Miami, Londra e Verona e visto da decine di migliaia di persone, tra cui il fratello del re d’Inghilterra. Ha anche dato vita a laboratori scolastici e seminari di approfondimento.

Un futuro ancora tutto da scrivere per questi quadri, ma che promette molto.

Il tutto per ispirare ancora una volta un desiderio di cambiamento e un senso di libertà nelle nuove generazioni.

Questa volta però non come rivoluzione ma come evoluzione.